LA COLTIVAZIONE DELLA CANNABIS

 

In questa piccola guida non intendiamo trascrivere passi di noti e famosi manuali di coltivazione e non intendiamo trattare le informazioni classiche già facilmente reperibili on-line. Non è rivolta al coltivatore con esperienza, qui non ci saranno tecniche speciali.

Questa guida è rivolta a chi vuole iniziare a coltivare ma non sa da dove cominciare, o chi ha da poco iniziato e si trova in difficoltà.

Ci sono tanti ottimi manuali disponibili e consigliamo a priori di leggerne uno prima di cimentarsi nella coltivazione, tuttavia per un principiante alle prime armi, anche dopo la lettura di un manuale non sarà tutto chiaro e immediato.

La nostra intenzione è proprio quella di affrontare gli aspetti più pratici e i dubbi ed errori più comuni della coltivazione di cannabis.

Dal momento che riteniamo che il metodo indoor sia il più indicato e compatibile con il consumo umano delle infiorescenze, sarà su questo tipo di coltura che ci soffermeremo.

CHE TIPO DI COLTURA DOVREI INTRAPRENDERE?

Ci sono davvero così tante tecniche di coltivazione e attrezzature differenti che sceglierne una può risultare complesso quando ci si avvicina per la prima volta a questo mondo ed i manuali, a parte una serie di parametri ambientali/nutritivi, danno l'impressione che sia tutto semplice (oppure troppo complicato), fino al momento in cui si comincia e da qui ci si imbatte nei primi problemi e "delusioni".

Iniziamo subito per sconsigliare, quando ci si avvicina a questo tipo di coltura, i vari sistemi idroponici. Sicuramente affascinanti e ricchi di vantaggi ma, al contempo richiedono maggiore esperienza e concedono al coltivatore un margine molto ristretto di errore. Utilizzare il terriccio, al contrario permette al principiante di arrivare con più successo al raccolto. Per questa ragione consigliamo vivamente di muovere i primi passi a partire dalla coltura in terra.

COSA MI SERVE DAVVERO PER COLTIVARE CANNABIS INDOOR?

Tra strumenti e accessori le possibilità sono infinite, è davvero facile confondersi ed acquistare attrezzatura "sbagliata" e trovarsi senza quella "giusta" all'inizio.

Fondamentalmente ci servono poche ma indispensabili cose:

-LO SPAZIO DI COLTIVAZIONE

La prima domanda da farsi è quanto spazio a disposizione abbiamo e quanto prodotto serve a soddisfare il nostro fabbisogno. Per esperienza personale consigliamo di partire da uno spazio minimo di 80x80cm, con un'altezza non inferiore a 160cm. Si possono ottenere ottimi risultati in spazi minori, ma in questo caso la chiave per il successo diventa sempre più proporzionata all'esperienza più che all'attrezzatura e rischiereste di avere parecchi cicli deludenti prima di iniziare ad avere raccolti soddisfacenti.

Dopotutto se lo spazio risulta troppo produttivo per le nostre necessità, non siamo obbligati né a riempire completamente lo spazio né a ricominciare subito un nuovo ciclo di coltivazione.

Lo spazio può essere ricavato in vari modi: un armadio, una tenda o un box autocostruiti (e possibilmente rivestiti internamente in materiale riflettente e obbligatoriamente il più impenetrabili possibile alla luce e insetti), altrimenti (e questo è il nostro consiglio) si può optare per una growbox in telo. Ne esistono di tutti i prezzi, misure e qualità ed hanno già tutto quello che vi serve per installarci le attrezzature necessarie. Il nostro personale consiglio come primo allestimento (non per fare pubblicità) è una Dark Room 90x90x185 "Secret Jardin", essendo dotata di più bocchettoni per aria e cavi elettrici ed accessori della maggior parte delle altre grow box; inoltre ha in dotazione un piccolo telaio ad altezza regolabile che impedisce al telo di comprimersi quando viene azionato l'estrattore d'aria (sembra poco ma questo permette di salvare il 20% dello spazio di coltivazione!). Il maggior costo iniziale sarà ripagato nel tempo e, soprattutto, quando con l'aumentare dell'esperienza sentirete la necessità di migliorare il vostro allestimento non sarete costretti a cambiare growbox o a doverla modificare.

In ultimo ma non meno importante, ricordate che vicino al vostro spazio di coltivazione dovete lavorarci!

Di conseguenza posizionate l’allestimento scelto in modo da riuscire ad intervenire in comodità e che le piante siano a voi facilmente accessibili. Sembra banale ma non pensarci è un errore molto comune.

-L’IMPIANTO ARIA

Ok, abbiamo scelto lo spazio dove coltivare, ora vi serve un estrattore d'aria adeguato allo spazio, con relativa condotta d'aria e filtro ai carboni attivi per abbattere gli odori. Anche qui ci sono tanti modelli e prezzi, quello che conta davvero è che la portata del filtro (espressa in metri cubi) sia maggiore o uguale a quella dell'estrattore.

In linea di massima ci serve una portata minima di 280m³ l'ora di estrazione per uno spazio di 80x80cm e di 500m³ per spazi superiori, fino ad un massimo di 120x120cm. La portata in realtà è relazionata anche alla potenza e tipologia di lampada utilizzata, ma dal momento che in futuro proverete sicuramente più lampade differenti, meglio avere un estrattore adeguato a qualunque lampada verrà installata.

Il nostro consiglio generale (a meno che non si voglia un impianto ultra silenzioso e di conseguenza più costoso) è scegliere un estrattore elicoidale da 150mm con 520mq di portata(costa al massimo 150€ completo di condotta e filtro); collegandolo ad un  potenziometro si potrà avere sempre l'aspirazione necessaria, permettendoti di utilizzare lampade fino ad un HPS da 600w.

L'immissione dell'aria può essere passiva o attiva. Esistono estrattori "in linea" economici adatti allo scopo che aumentano in modo significativo il ricircolo d'aria, ma non sono realmente necessari, l'importante, nel caso in cui si scelga il metodo passivo, è di provvedere ad avere almeno un paio di fori di ingresso di 20 o 30cm di diametro, che consigliamo di coprire con un filtro scuro (per evitare il passaggio della luce nelle ore di buio). I filtri in tessuto ai carboni attivi per cappa sono perfetti allo scopo e abbastanza economici.

Servirà anche un ventilatore per simulare il vento, uniformare l'aria e rinfrescare le cime sotto la lampada (non deve essere particolarmente potente, meglio girevole che fisso). Se avete optato per una grow box commerciale anziché autocostruita, per praticità consigliamo il ventilatore oscillante "Monkey Fan" della linea "Secret Jardin" che, in virtù dei suoi attacchi specifici, permette di appenderlo comodamente in queste strutture. Vi eviterà tanti problemi.

Un ultimo appunto lo dedichiamo all'immissione di co2. Non è obbligatoria ed è tutt’ora argomento di dibattito, senza dubbio l'anidride carbonica, aggiunta correttamente, velocizzerà la crescita delle piante ed aumenterà il raccolto, ma se applicata in modo scorretto farà più danno che bene.

Il nostro consiglio é di evitare inizialmente questo tipo di impianti, soprattutto se non avete installato una luce da almeno 600w (con un corretto ricircolo d'aria e luci meno potenti sarebbe solo inutile). Il discorso cambia se nella stanza in cui avete posizionato la coltivazione non sia possibile cambiare aria regolarmente. In questo caso aggiungere co2 diventa necessario, ma al contempo si sommeranno altri problemi legati all'aria troppo viziata, come muffa e accumulo di co2 (tossica per l'essere umano). Evitate assolutamente ozonatori (specialmente potenti), in quanto l'ozono in grandi concentrazioni è tossico sia per l'uomo che per le piante e vi ritrovereste presto con mille difetti sulle piante simili a varie carenze di nutrienti.

-LA LUCE

Eccoci arrivati alla più insidiosa e discussa delle attrezzature: l'impianto di illuminazione.

Fino a pochi anni fa era molto più difficile confondersi, vi erano solo le luci ad alta intensità di scarica (HID) e i neon, questi ultimi adatti più che altro alla fase vegetativa o alla propagazione di talee, più che alla fioritura.

Oggi, con l'avvento e lo sviluppo della tecnologia LED si sta mettendo in discussione quale sia la fonte luminosa più idonea alla coltivazione.

Ora, noi non intendiamo sminuire la tecnologia LED ma ci sentiamo di cantare fuori dal coro, dopotutto questa guida ha come scopo evitarvi acquisti sbagliati e perdite inutili di tempo e denaro.

Allo stato attuale i LED da orticoltura non offrono quello che per noi è indispensabile, costanza e garanzia di risultati, e di sicuro sono poche le lampade in grado di coprire grandi spazi di coltivazione. Inoltre il prezzo di queste luci non è necessariamente correlato alla loro qualità. Solo ed esclusivamente se avete allestito uno spazio di coltivazione molto ridotto ci sentiamo di consigliarle.

Per molto piccolo intendiamo uno spazio inferiore a 60x60cm con un'altezza inferiore a 140cm; in questo caso consigliamo di provare con un economico pannello LED "cinese" da almeno 150W (reali e non nominali), magari con un paio di lampadine CFL da 30 o 40W di supporto (fluorescenti a spirale, la stessa tecnologia dei neon), evitate di spendere 300 o addirittura 500€ per una lampada di discutibile "qualità superiore".

Per tutti gli altri casi il nostro consiglio è uno e uno soltanto: lampada HPS per la fioritura, lampada MH per la vegetativa e al massimo i neon per germinazione e taleaggio (anche se basterà allontanare un po’ di più la lampada dalle piante e l'MH sarà comunque perfetta anche per queste due fasi).

Sicuramente in un futuro non tanto lontano saranno i LED a trionfare, ma allo stato attuale solamente i COB CREE e i QUANTUM LED Samsung sembrano poter competere realmente con le lampade ad alta pressione, inoltre il presunto risparmio energetico dato dall'utilizzo dei LED ora come ora è più una bufala che una realtà.

Abbiamo provato diversi impianti LED, dagli economici cinesi a quelli costosissimi venduti nei growshop, e nessun impianto, se non arrivando allo stesso wattaggio, è stato in grado di pareggiare la resa delle HPS in fioritura. 200W LED equivalgono a 200W HPS, né più né meno ( i LED hanno meno lumen, sì, ma lo spettro è migliore, quindi grosso modo si equivalgono).

Il vero risparmio è dato d'estate, in quanto la minor emissione di calore permette di utilizzare meno i sistemi di climatizzazione e di gestire, quindi, più facilmente le alte temperature; di contro in inverno si avrà la necessità di alzare le temperature. Quando avrete accumulato esperienza è probabile che deciderete di fare una via di mezzo, utilizzando le HPS durante tutto l'anno e solo d'estate sostituirle con i LED: solo così si avrà veramente un risparmio energetico.

Inoltre a favore delle lampade HID va detto che, nel caso decidiate di investire qualche soldo in più per un alimentatore elettronico anziché magnetico (sì, le lampade ad alta intensità sono economiche ma richiedono un alimentatore esterno), avrete la possibilità di montare lampade di diversa potenza o di edimerarne una da 600w senza dover sostituire l’alimentatore. Potrete scegliere tra 250, 400 o 600W, non solo in base allo spazio di coltivazione, ma anche alla dimensione e fase delle piante, permettendovi di risparmiare parecchio.

Quindi, con una spesa complessiva inferiore o uguale ad una buona lampada LED avrete un impianto che vi permetterà di scegliere wattaggio e spettro desiderati ed una resa assicurata. La sola spesa da tenere in considerazione sarà il costo delle lampade da sostituire periodicamente, di solito non più 20 o 30€.

UN ESEMPIO:

In una growbox da 90x90x185cm possiamo fare germinazione e parte dalla crescita con una lampada da 250W MH e poi passare alla fioritura con una lampada da 400W HPS (se necessario potete anticipare il passaggio alla 400W nel caso abbiate una o due piante di grandi dimensioni) e volendo sostituirla nelle ultime 3/4 settimane con una 600W per aumentare la produzione di resina, oppure per scaldare di più in inverno.

Le possibilità sono infinite, inoltre il calore prodotto da un'HPS da 400W è ben diverso da una da 1000W, è facilmente gestibile e può coprire fino ad un metro quadrato.

Troppo grande un allestimento così per il vostro spazio? Desiderate uno spazio più piccolo, tipo il classico e molto gettonato 60x60?

Bene, allora il consiglio rimane lo stesso: "Dark Room Secret Jardin" 60x60x175 con HPS/MH da 250W (minimo 150w), consigliamo sempre la Dark Room per gli stessi motivi, in più è la più alta con queste dimensioni e, credetemi, l'altezza extra vi sarà davvero utile.

Non perdete tempo a cercare di far rendere una 250W CFL: è ingombrante, emette pochissimo calore in meno, la luce è molto meno penetrante e la resa è e sarà sempre inferiore; non importa quello che dichiarano produttori e venditori, il loro scopo è vendere il prodotto e non sempre garantirvi un buon raccolto.

Per concludere, ad onore del vero, ammettiamo comunque che si possono ottenere buoni risultati anche con i LED e le CFL. Noi stessi li abbiamo ottenuti, ma dopo anni di lavori, con tanta pazienza, prove ed esperimenti... Alla fine, provate le lampade HID non siamo più tornati indietro. Semplicemente funzionano bene con molti meno sforzi. Volete davvero perdere tempo e denaro, mentre accumulate l'esperienza e gli accorgimenti necessari, solo per essere "alternativi"?

QUI DI SEGUITO LE DISTANZE MINIME TRA LUCE E CIME PER LE LUCI MH/HPS: (in base alla temperatura e umidità la distanza potrebbe essere anche maggiore, se le cime iniziano a bruciarsi o contorcersi alzatela di più!)

-150 W  →  MINIMO 15/20cm

-250 W  →  MINIMO 20/25cm

-400 W  →  MINIMO 30/35cm

-600 W  →  MINIMO 40/45cm

-1000 W  →  MINIMO 60/70cm

OK ABBIAMO MESSO INSIEME L'ATTREZZATURA BASE E ALLESTITO IL NOSTRO SPAZIO DI COLTIVAZIONE INDOOR... E ADESSO?

Bene, il passo successivo è quello di scegliere la dimensione  e il numero dei vasi, i prodotti necessari alla concimazione delle piante e gli ultimi strumenti di misura necessari.

Le ultime attrezzature indispensabili sono: un termoigrometro con sonda per monitorare la temperatura e l'umidità dell’ambiente di coltivazione e un tester per PH ed EC, per misurare i parametri dell’acqua di irrigazione. In alternativa ai tester per l’acqua (e lo consigliamo) è possibile installare un impianto ad osmosi inversa (costo circa 100/200€) e monitorarne lo stato dei filtri utilizzando delle semplici strisce per la misurazione del PH nell’acqua (quando questo inizia a superare il 7, i filtri sono da cambiare). Utilizzando un filtro ad osmosi la nostra acqua avrà sempre il PH intorno al 6,5(dopo aver decantato) e l’EC tra lo 0 e lo 0,1µS;  in una coltivazione in terra quest'acqua sarà sempre perfetta e vi consentirà di fertilizzare liberamente restando nel range di PH del 5,8/7.

All'inizio della vostra esperienza vi sconsigliamo un impianto di irrigazione. Potreste al massimo provare una pompa ad immersione o esterna, da utilizzare con un piccolo tubicino da 6 o 8mm, collegato all’altra estremità ad un bastoncino che vi faciliti l'irrigazione manuale, ma non è obbligatoria.

QUANTI VASI E CHE DIMENSIONE?

Come per ogni cosa sopracitata, anche per i vasi esistono numerosissime possibilità differenti. Il nostro obiettivo è quello di indirizzarvi verso la scelta non migliore, ma verso la più pratica, funzionale e meno impegnativa. Abbiamo appena cominciato e non si deve puntare al famigerato grammo/watt; rimarreste delusi e, ad inseguirlo ora, vi farebbe altro che ridurre ulteriormente il prodotto finale. È vero che siamo alle prime armi, ma è anche vero che alla fine di tutto un raccolto lo dobbiamo avere, se vogliamo ripagare le spese!

In un metro quadrato di spazio si potrebbero posizionare 16  vasi di piccole dimensioni, così come se ne potrebbe mettere solo uno più grande ed avere lo stesso identico raccolto.

Presto potrete divertirvi anche voi a sperimentare le varie possibilità e tecniche colturali, ma per ora il nostro consiglio sul numero e litraggio dei vasi è questo:

-growroom 40x40: (sconsigliato ai principianti): un solo vaso da 5 o 7 litri - Raccolto: min 10g - max 50/60g;

-growroom 50x50: (se alta meno di 120cm, sconsigliata ai principianti): un solo vaso da 8 o 11 litri - Raccolto: min 15g / max 80/100g;

-growroom da 60x60: (se alta almeno 160cm è la dimensione minima consigliata per partire): un solo vaso da 15 o 20 litri - Raccolto: min 40g / max 200g;

-growroom 80×80 oppure 90x90: un solo vaso da 25 o 35 litri oppure 3 o 4 vasi tra i 7 e gli 11 litri (scelta ideale per partire e avere successo sin da subito) - Raccolto: min 80/100g - max 300/400g;

-growroom 100x100 fino a 120x120: un solo vaso da 50 o 70 litri o meglio ancora 3 o 4 tra gli 11 e i 18 litri (anche questa è una possibile scelta ideale, se potete permettervi questo spazio vi sarà utilissima anche quando sarete esperti. Obbligatorio un alimentatore elettronico per la lampada, deciderete così voi quando volete un raccolto abbondante o quando preferite risparmiare sulla bolletta) - Raccolto: min 150/200g max 600/700g;

-growroom 150x150: 3 o 5 vasi da 25 o 45 litri. Più vasi, soprattutto all'inizio, sarebbero più difficili da gestire e mettere un solo enorme vaso da 100/150 litri indoor vi farebbe incorrere in problemi di muffa e ristagno d'acqua, se non apportate i dovuti accorgimenti. Questo è l'allestimento massimo consigliato per chi volesse coltivare cannabis per se stesso, oltre ha senso solo per scopi commerciali (quest’impianto è già grande come una delle nostre due stanze da fioritura!)-  Raccolto: min 200/300g - max 1000g.

P.S. Non fatevi scoraggiare dai "racconti sui raccolti mistici" di amici e conoscenti, il famoso grammo/watt è solo una leggenda.... Perchè? Be perchè i watt della lampada non sono gli unici consumati dall'impianto! :) Se immaginate questa combinazione: deumidificatore 250w, umidificatore 30/60w, ventilatore 30w, impianto aria 60/100w (e tralasciamo il termoventilatore d'inverno e climatizzatore d'estate), con una lampada da mille in realtà si può arrivare aconsumare 1300/1500w molto facilmente, fino anche a 2000 e più watt... Se si considera solo la luce, allora si può anche superare il grammo/w ma non sarebbe veritiero. In oltre negli anni abbiamo notato che molti growers semplicemente...gonfiano il loro raccolto per non sfigurare con gli altri. Alcuni addirittura hanno le growbox talmente piene di accessori, che nemmeno ci starebbe il raccolto che vantano! Se arriverete ai raccolti ,massimali menzionati sopra (e chi sa anche superarli), semplicemente potrete dire di esserci, ora non bisogna più lavorare sulla quantità...ora potrete lavorare solo sulla qualità e divertirvi a sperimentare!

COME DOVREI FERTILIZZARE?

Le strade principali che si possono percorrere sono due: la prima è quella di utilizzare dei fertilizzanti da disciogliere nell’acqua di irrigazione e qui si può scegliere tra fertilizzanti chimici, minerali od organici (liquidi o in polvere), oppure la seconda strada è quella di creare un "super terreno" e non aggiungere niente all’acqua d’irrigazione, per l'intero ciclo di coltivazione.

Ricordate che la pianta assorbe ciò che gli viene dato ed è quello che andrete a consumare di conseguenza voi.

Cominciamo quindi con lo sconsigliare i fertilizzanti chimici. Offrono grandi vantaggi, grandi raccolti e inoltre sono molto economici, ma riteniamo non siano per niente salutari e che non giovino per niente alla qualità del prodotto. Inoltre per un principiante armato di fertilizzante chimico è fin troppo facile mandare la pianta in overdose da concimazione.

I fertilizzanti minerali (specialmente quelli completamente naturali) sono una buona via di mezzo. Permettono un facile ed immediato assorbimento da parte della pianta e sono più salutari di quelli chimici, sicuramente il prodotto finale sarà qualitativamente migliore e, se usati correttamente garantiranno ottime rese. Ci sentiamo di sconsigliarli inizialmente al principiante, perché anche con questi è molto facile esagerare e si rischierebbe di compromettere la buona riuscita del raccolto.

I fertilizzanti organici (o biologici) sono decisamente i più salutari, inoltre sono quelli che garantiscono la miglior qualità del prodotto finale. Vale lo stesso principio di frutta e verdura, quella biologica è, spesso e volentieri, quella più gustosa e nutriente e questo accade anche con la cannabis.

Questo tipo di concime, essendo il suo assorbimento meno immediato, rende più difficile (anche se non impossibile) esagerare e  quindi danneggiare la pianta. Inoltre migliora la qualità del terreno e favorisce la microfauna al suo interno, un vantaggioso alleato che permette alla pianta di resistere a sbalzi di PH o di eccessi di fertilizzante.

Anche loro però non sono privi di difetti, in quanto le rese finali sono tendenzialmente inferiori e occorre molta esperienza prima di trovare i dosaggi e le combinazioni giuste (è più un’arte che una scienza).

A noi però non interessa battere il record, noi vogliamo portare a termine i nostri primi cicli senza grandi problemi e riuscire a soddisfare il nostro personale fabbisogno. Meglio raccogliere potenzialmente meno, ma avere un prodotto finale salutare, di qualità e senza grandi intoppi.

I FERTILIZZANTI ORGANICI NON SONO SOLO IL NOSTRO CONSIGLIO SIA PER IL PRINCIPIANTE CHE PER L'ESPERTO CHE VUOLE UN RACCOLTO DI QUALITÁ SUPERIORE... È ANCHE LA NOSTRA SCELTA PERSONALE!

Il "super terreno", infine, non è altro che un terriccio ben ammendato e concimato al punto da non richiedere altro che acqua per l'intero ciclo. Ci sono tante strade e prodotti differenti che si possono utilizzare e creare questo tipo di terreno potrebbe risultare molto economico così come, al contrario costosissimo.

Questa è sicuramente la scelta più naturale e biologica esistente, inoltre il prodotto finale è potenzialmente il migliore, in aroma e qualità. Non è difficile da fare e se avete tempo e pazienza, anche questo metodo può essere molto adatto ai principianti, i vantaggi e gli svantaggi sono più o meno gli stessi in cui rischiereste di incorrere se utilizzaste del concime organico.

Ci sono così tanti ingredienti che la lista è quasi infinita. Per semplificarvi la vita nomineremo i più facili da reperire, dall'efficacia garantita: HUMUS DI LOMBRICO, GUANO DI PIPISTRELLO, ROCCIA VULCANICA IN POLVERE, PERLITE, FIBRA DI COCCO, ARGILLA ESPANSA, FARINA DI NEEM, ALGHE ESSICCATE IN POLVERE E MICORRIZE IN POLVERE... Più infinite altre possibilità.

COME FARE UN SUPER TERRENO PER PRINCIPIANTI?

Questo è il nostro personale consiglio su come fare un terreno adatto a tutto il ciclo della pianta, senza il rischio di concimare eccessivamente e che richiederà al massimo qualche piccola aggiunta in fioritura. (Oviamente prendiamo in considerazione l'utilizzo  di un compost (che sia di lombrichi oppure no) già pronto, potete preparare il compost da soli come facciamo noi, ma è tutta un'altra cosa in tempo, spazio e lavoro)

INGREDIENTI : perlite, terreno specifico per cannabis "light mix" (la marca è indifferente, noi usiamo Plagron), humus di lombrico in formato "vermicompost" oppure un compost già pronto di origine "batterica" (e in grande quantità), guano di pipistrello in pellet a lento rilascio (il guano è importante che sia a lento rilascio per evitare problemi di sovraconcimazione), micorrize, alghe in polvere, farina di neem ed un cucchiaio di calce dolomite in polvere ogni dieci litri di terreno; le ultime tre non sono obbligatorie ma sono consigliate, in quanto la farina di neem aiuta a debilitare l'azione di agenti patogeni e parassiti e le alghe hanno proprietà rinfrescanti per la pianta, aiutandola a resistere alle alte temperature, infine, la dolomite è una calce biologica ricca di calcio e magnesio a lento rilascio che aiuta a stabilizzare il PH a 7, soprattutto quando troppo acido. Consigliamo inoltre di procurarsi del guano liquido e humus liquido (nel caso sia necessario aggiungere fertilizzante più avanti).

Vermicomposting worms

Per prima cosa ci serve un grande recipiente (una grossa  bacinella ad esempio) dove versare il "light mix" e mischiare gli ingredienti. L'ingrediente principale sarà l'humus di lombrico : uno dei migliori e più completi fertilizzanti esistenti, un elemento con cui le piante hanno convissuto per milioni di anni, con il quale è praticamente impossibile sovraconcimare la pianta.  Basti pensare che alcuni coltivatori esperti coltivano addirittura direttamente nell'humus puro, miscelato solo con un 30% di perlite.

Ora che abbiamo versato il nostro terriccio base nel contenitore, aggiungiamo almeno un 20/30% di humus (massimo 50%) e un 15/20% di perlite (facciamo anche uno strato di perlite pura, alto qualche centimetro, sul fondo del vaso), aggiungiamo ora gli altri ingredienti nelle quantità consigliate dal produttore (meglio meno che più) e mescoliamo bene, in modo da ottenere un prodotto uniforme.

Finito! Ora abbiamo un terreno ben fertilizzato, pronto a coprire tutte le necessità della pianta.

Possiamo irrigare con sola acqua per tutto il ciclo e stare tranquilli, se vi siete messi in casa il guano e l'humus liquidi, potranno essere utilizzati e addizionati ogni tanto (specialmente il guano in fioritura) per "aumentare il raccolto" o, nel caso notiate segni di carenze prima del tempo (può capitare), per impedire il completo esaurimento dei nutrienti.

P.S. Va ricordato che un terreno di questo tipo è adatto unicamente ad una pianta già sviluppata, non è adatto a cloni o germogli, pertanto le piante andranno fatte crescere per 2 o 3 settimane in un vaso da 2/4 litri con "lightmix" prima di trapiantarle nel superterreno.

 

 

UN METODO INIZIALE SEMPLICE E NATURALE PER SEMPLIFICARSI LA VITA CON TERRENO E FERTILIZZANTI

Ok, vi siete spinti nella lettura fino a qui e siete ancora dubbiosi, non conoscete marchi e prodotti, non avete mai coltivato e non volete preparare un super terreno.

Perfetto, esistono alternative semplici per evitare mille prodotti, perdite di tempo e senza rischiare di fare danni.

Mettetevi in casa questi due tipi di terreno: "light mix" per la fase vegetativa e "all mix” o “bat mix" (un terreno già un po' fertilizzato) per la fase di fioritura; humus di lombrico liquido e guano di pipistrello liquido. A questo punto procedere con la germinazione e fase vegetativa in un piccolo vaso con il terreno poco ammendato (il già citato “light mix”) e poi dovrete travasare la pianta in un vaso più grande con "all mix" prima di metterla in fioritura.

Ora potete unire ad ogni irrigazione l'humus di lombrico (sempre nella dose indicata dal produttore; eccetto se notate la pianta troppo scura, ma sarà difficile) per tutta la fase vegetativa, alternarlo al guano durante le prime settimane di fioritura e, in ultimo, utilizzare solo il guano fino alle ultime due/tre settimane di fioritura, momento in cui inizierete a sospendere i fertilizzanti... TUTTO QUI!

Forse non avrete un raccolto da record, ma sarà comunque decente in quantità e superbo in qualità... Senza tanti intoppi!

ANTIPARASSITARI

Proprio come per i concimi, sconsigliamo vivamente l'impiego di prodotti chimici. Le possibilità salutari sono infinite e vi basterà una breve ricerca per capirlo da voi. Dalla lotta biologica con l'introduzione di predatori e trappole atossiche, all'utilizzo di preparati da nebulizzare, spesso la scelta vincente rimane quella di combinare diversi metodi tra loro.

Noi ci limiteremo a descrivervi il nostro metodo e a sconsigliarvi di usare prodotti dopo la seconda/terza settimana di fioritura. Per noi la parola d'ordine è prevenzione!

"Prevenire è sempre meglio che curare" recita il proverbio e in questo caso è proprio vero.

Se manteniamo uno spazio di coltivazione pulito, igienizzato e ben isolato alle nostre piante, avremo il 50% di possibilità in meno di incorrere in problemi di varia natura, tra cui parassiti, muffe e malattie.

I parametri ambientali inoltre giocano un ruolo fondamentale e cercare di mantenerli ottimali è la chiave per non creare condizioni ideali per la proliferazione di agenti indesiderati, così come il corretto ricircolo d'aria e i relativi filtri (VEDI "PARAMETRI AMBIENTALI" DI SEGUITO).

Sempre a scopo preventivo spruzziamo una o due volte la settimana le piante con una soluzione di acqua e olio di neem (fino alla prima settimana di fioritura e mai oltre la terza, se necessario). Questo prodotto è molto efficace se usato regolarmente ed inoltre agisce da blando stimolatore della crescita. Appendiamo e posizioniamo se necessario (specialmente nelle stagioni calde) trappole adesive fotocromatiche ed a ferormoni atossiche.

In più ogni ingresso per l'aria delle nostre growroom deve essere protetto da un filtro ai carboni per cappe e il resto sigillato (se la stanza ove è situata ha finestre mettete delle zanzariere).

Un optional (un po’ costoso, ma dal consumo elettrico bassissimo) per liberarsi quasi per sempre del rischio muffe e rimuovere gli inquinanti dall'aria, sono i purificatori con filtro Hepa (come quello che usiamo noi); se inserito all'interno della stanza dell'area di coltivazione, acceso 24h, sentirete persino voi la differenza entrando in quella stanza. Ve lo garantisco.

Tutto questo, fatto con costanza e perseveranza, vi eviterà quasi tutti i problemi e sicuramente di dover intervenire in modo drastico o aggressivo, ma al massimo solo contenitivo.

PARAMETRI AMBIENTALI

(N.B. umidificatore e soprattutto deumidificatore non sono obbligatori, ma senza risulta sicuramente più complicato gestire e modificare i vari parametri, sopratutto se vivete in una zona umida può essere un problema, non buttate soldi con mini deumidificatori, prendetene uno da almeno 10 litri al giorno e mettetelo appena fuori dalla growbox, l'umidificatore invece all'interno)

La cannabis è una pianta abbastanza tollerante a diversi climi e piuttosto resistente. Se vogliamo, però, ottenere il meglio da lei in termini di qualità e produzione, ci sono sicuramente quelli che potrebbero essere definiti suoi parametri ambientali ideali.

A seconda della fase in cui si trova la pianta, della varietà, del momento della giornata, giorno oppure notte che sia per lei, la temperatura e l'umidità relativa "perfetti" variano. (consultate comunque i parametri ideali per curiosità sul vostro manuale oppure online)

Inutile dire che questi "parametri perfetti", in base a tanti altri fattori, potrebbero non risultare, nella pratica, ottimali per la nostra coltivazione.

Ad onore del vero resta il fatto che molti coltivatori diventano matti nel cercare di mantenere il 70% di umidità in fase vegetativa e il 50% in fioritura perché lo dice il manuale... Ma questo non è sempre meglio, né sempre necessario. Si parla di parametri ideali e servono come linea guida, troverete quelli perfetti con l'esperienza.

In linea di massima le piante dovrebbero stare sempre ad una temperatura superiore ai 16°C di notte e ai 23°C di giorno; resistono anche a temperature più basse, ma crescono lentamente e con meno vigore. Allo stesso modo è importante che non si superino mai i 30°C perché, anche se ben ventilate e distanziate dalla lampada potrebbero resistere, otterrete meno prodotto e meno qualità.

Altra cosa molto importante è dare uno sbalzo termico alle piante di almeno 5° tra il giorno e la notte.

L'umidità non dovrebbe essere mai inferiore al 70% nella prima fase di germinazione e al 50% in quella vegetativa (al di sotto ne risente molto la crescita) e non superare mai il 60% in fioritura (meglio 55%). Ma perché?

In natura succede spesso che vengano portate in fioritura piante di cannabis a livelli di umidità esterna anche oltre il 70/80% con successo e senza tanti problemi, ma dobbiamo ricordarci che noi stiamo coltivando indoor e che qui il rischio di imbattersi in muffe, funghi e parassiti aumenta notevolmente durante la fioritura, con livelli di umidità elevati.

Per concludere, se vi fosse possibile (ma non diventateci matti), nelle ultime 3 o 4 settimane di fioritura abbassate la temperatura notturna anche sotto i 14 gradi o comunque in modo da creare uno sbalzo termico di 10° tra il giorno e la notte, mentre l'umidità relativa dovrebbe essere abbassata al 40% o anche meno (non è obbligatorio e può essere costoso e/o difficoltoso, specialmente in alcuni periodi dell’anno, ma in inverno, se dotati di un deumidificatore si potrebbe fare facilmente).

Questo non solo permette alle infiorescenze di produrre più resina e svilupparsi di più, ma spesso è la chiave per estrapolare particolari colorazioni e aromi, come risposta difensiva al cambio di stagione. La qualità ne giova tantissimo.

INIZIAMO A COLTIVARE

Adesso che abbiamo messo insieme tutta l'attrezzatura e scelto terra e concimi, non ci resta che allestire lo spazio di coltivazione.

Per iniziare, prima di posizionare e iniziare l'installazione dell'impianto, procuriamoci un tappeto di gomma alto (tipo quelli da palestra) o qualunque altro materiale isolante idoneo da posizionare sotto al nostro box da allestire. Questo passaggio, specialmente in inverno, aiuterà ad isolare i vasi mantenendo la temperatura più calda in inverno e più fresca in estate. Nessun manuale lo dice, ma i risultati cambiano notevolmente avendo questo piccolo accorgimento.

Ora siamo pronti per installare tutta l'attrezzatura:

1) Il filtro ai carboni attivi deve essere appeso all'interno nella parte superiore (tetto), collegato tramite un tubo flessibile (in dotazione nel kit completo) all'estrattore d'aria, che dovrà essere posizionato invece all'esterno; potete appenderlo a muro o appoggiarlo sul tetto del box. Posizionate, poi, il ventilatore in modo da poterlo alzare o abbassare a piacimento. Dovrà sempre puntare le cime delle piante.

2) Con delle carrucole specifiche fissare il riflettore con la lampada al tetto, in modo da poterla regolare a piacimento in altezza. Come riflettore per il primo impianto può andare bene anche quello standard in alluminio da 15/20€, sono meglio di quello che si possa pensare (le misurazioni da noi fatte con lo spettrometro lo possono confermare). Lo potrete cambiare in futuro in base alle vostre necessità, meglio investire in un alimentatore elettronico all'inizio; evitate riflettori cooltube(raffreddati).

3) Posizionate il termoigrometro all'esterno del box e la sonda all'interno, facendo in modo che sia sempre a livello con la parte più alta delle piante, in modo da poter monitorare il clima anche nelle ore notturne, senza disturbare le piante.

5) Se avete optato per l'immissione d'aria attiva, applicate gli aspiratori di linea ai fori nella parte inferiore del vostro box (già presenti nelle growbox commerciali). Se invece avete scelto la passiva, lasciate i fori completamente aperti e copriteli con il filtro ai carboni attivi per cappa, o con un filtro che non lasci passare la luce (potete chiudervi dentro il box per fare una prova, se abbastanza grande).

6) Siete pronti per iniziare!

guida di montaggio e allestimento grow box coltivazione indoor by BOTANICAURBANA.it

FASE 1 : LA GERMINAZIONE (da qui in poi daremo per scontato che abbiate scelto la coltivazione organica in terra)

Ci sono tanti metodi per far germinare i semi, basta una breve ricerca (o aver letto la sezione del vostro manuale) per trovarne decine. non esiste veramente il metodo migliore e con il tempo ognuno trova e personalizza il suo preferito.

Pertanto noi ci limiteremo a descrivervi il nostro metodo.

Prendete un bicchiere o un piccolo recipiente (anche usa e getta) e riempitelo d'acqua. Noi aggiungiamo anche un po’ di micorrize, ma si può aggiungere al suo posto un qualsiasi radicante, biologico o meno che sia, oppure non aggiungere niente (in questo processo non fa molta differenza).

Ora tuffate i semi che volete far germinare nel bicchiere, lasciateli per circa dodici ore e dopodiché provate con uno stecchino a farli affondare; non è matematico e capitano le eccezioni, ma in genere i semi che affondano germineranno di sicuro o comunque con più probabilità, rispetto a quelli che restano a galla.

Fatto questo lasciate i semi in ammollo ancora per qualche ora, al massimo altre 12. Molto importante, la temperatura dell'acqua dovrebbe essere almeno 18°C e massimo 24°C. In estate quindi cercate di metterli in una zona fresca della casa, e sempre al buio per non "cuocerli".

Trascorse le 24 ore possiamo piantare i semi. Noi utilizziamo dei piccoli vasetti in torba riempiti con normalissimo light mix, irrigato con acqua e micorrize. Questi vasi permettono alle radici di perforali, rendendo più semplice e meno stressante invasare i germogli.

In questa fase la temperatura ideale dovrebbe essere almeno 20°C, massimo 24.

La luce, fintanto che non spuntano non è necessaria, ma appena spuntati dovrà essere impostata in modo che rimanga accesa 18 ore e spenta per le rimanenti 6, senza variazioni per tutta la fase di vegetativa; quindi studiate bene quando impostare le ore di buio durante le quali NON DOVRETE ASSOLUTAMENTE disturbare le piante.

Volendo, i semi potranno essere piantati direttamente in vaso, cubetti di lana di roccia o dischetti di torba o cocco. È indifferente, l'importante che teniate il substrato sempre umido, ma non fradicio, altrimenti rischiereste di far marcire il seme o la sua radice. Un buon metodo per creare un microclima umido idoneo ai vostri semi è coprire il vasetto con un bicchiere di plastica trasparente fintanto che non spuntano, oppure appoggiarlo sul vaso, nella zona dove lo avete piantato. In questo modo spunteranno entro 2 o 7 giorni.

Bisognerà, poi, cercare di tenere l'umidità relativa superiore al 70% (meglio 80%) per i primi 10 giorni, spruzzarli con acqua almeno 2 volte al giorno e, ovviamente, provvedere ad invasarli appena le radici escono dal nostro vasetto (volendo potete già farlo trascorsi 2 o 3 giorni da quando sono spuntati).

MOLTO IMPORTANTE: anche se avete scelto il super terreno, travasate prima il germoglio in un piccolo vaso (da 1 a 4 litri) con SOLO LIGHT MIX, e solo dopo due settimane potrete metterle nel vostro terreno fertilizzato.

In questa fase non bisogna aggiungere fertilizzante, al massimo poche di micorrize oppure (scelta non biologica) ormoni radicanti.

FASE 2 : CRESCITA VEGETATIVA

I nostri semi sono spuntati con successo, abbiamo fatto crescere i germogli per una decina di giorni e ora iniziano ad assomigliare ad una piccola piantina.

Perfetto, ora inizia la vera fase vegetativa, ed è da qui che inizia il vostro vero conto alla rovescia: ora le piantine inizieranno a crescere a vista d'occhio, dovrete iniziare a fertilizzare se avete optato per terricci già pronti all’uso (partendo magari da mezze dosi e aumentare gradualmente) oppure travasarle nel vostro superterreno. Dovrete, quindi, tenere d'occhio la dimensione delle piante in base al vostro spazio di coltivazione e decidere voi quando è il momento di calare le ore di luce fino ad arrivare a 12 e dare inizio alla fioritura (ovviamente bisogna tener presente che, mentre caliamo l'orario la pianta continuerà a crescere ed aumentare le sue dimensioni).

Si tenga presente che la canapa sativa L diventa grande anche il doppio in questa fase di transizione e mi raccomando, non interrompete la somministrazione di fertilizzante di crescita appena inizia a fiorire ma alternatelo a quello di fioritura. Potrete interromperlo completamente dopo 2 o 3 settimane dall’inizio della fioritura, a volte anche 4.

Una nota (sempre per chi usa fertilizzanti): ricordate che più è grande la pianta, più le irrigazioni diventano frequenti e più alto è il suo fabbisogno di nutrienti. Quindi, per esperienza personale, dopo un mese dalla germinazione la dose piena di molti fertilizzanti organici inizia ad essere insufficiente, aumentate leggermente le dosi, sempre gradualmente, e osservate come reagisce la vostra coltura.

Se notate la pianta diventare molto scura e le punte delle foglie iniziano a bruciarsi, vuol dire che state esagerando; in questo caso irrigate con sola acqua un paio di volte e poi ricominciate a fertilizzare gradualmente.

EVITIAMO LEGATURE, POTATATURE E TECNICHE PARTICOLARI ALL'INIZIO... Lasciamo che le piante crescano libere, quando sapremo quello che stiamo facendo potremo iniziare a fare tutte le prove che vogliamo.

FASE 3 : LA FIORITURA

È finalmente iniziata l'ultima e più attesa fase.

Abbiamo fatto crescere le nostre piante fino alla grandezza desiderata ed ora è giunto il momento di ridurre l'orario da 18 ore di luce a 12 ore; non è obbligatorio farlo gradualmente ma il nostro consiglio è quello di calare di 15/30 minuti, massimo un'ora al giorno. La pianta ne sarà sicuramente meno stressata.

Dalla prima giornata da 12 ore di luce ai primi fiori potranno passare anche 2 settimane e, specialmente la cannabis sativa, aumenterà notevolmente le sue dimensioni e soprattutto la sua altezza fino alle prime settimane di fioritura.

Ricordiamo sempre di rispettare l'altezza minima tra la luce e le cime, quindi questa volta potrebbe essere necessario legare la pianta (o il suo apicale) in modo da distanziarlo dalla luce ed evitare così di danneggiarla e stressarla. La prossima volta vi saprete regolare meglio e non dovrete farlo.

Dopo circa 3/6 settimane di fioritura (in base alla varietà), le sue dimensioni si stabilizzeranno, smetterà di crescere e si concentrerà solo sulla produzione di infiorescenze.

Come già anticipato, se usate fertilizzanti organici specifici alternate il prodotto da fase vegetativa con quello da fase di fioritura, fintanto che la pianta è in crescita "esplosiva"; avrà ancora bisogno di molto azoto.

Dalla terza/quinta settimana usate solo i prodotti per la fioritura che avete scelto, sempre aumentando progressivamente la dose. Le indicazioni del produttore sono indicative, in condizioni differenti potrebbe essere necessario più o meno prodotto di quello dichiarato.

Capirete quando la vostra cannabis sarà matura e pronta da raccogliere quando il colore dei pistilli inizierà a passare dal bianco/trasparente all'arancione/marrone o ambra. Se circa l'80% ha cambiato colore, allora i fiori sono maturi. Un metodo più preciso è quello di osservare con una lente i tricomi (i cristalli di resina bianca che ricoprono fiori e foglie).

Il 70 % dovrebbe essere bianco lattigginoso e il 20% ambrato e, solo un minima parte, trasparenti.

Ricordiamoci di sospendere i fertilizzati e irrigare con solo acqua nelle ultime due settimane prima del raccolto. E per nessuna ragione nebulizzate prodotti in questo periodo (meglio evitare a priori in fase di fioritura), altrimenti rovinereste l'aroma dei fiori.

La durata totale della fioritura dipende dalla varietà, ma generalmente si va da un minimo di 8 settimane (per le indiche), fino ad anche 12/14 settimane (per le sative). Le varietà di cannabis Sativa L. iscritte al catalogo sono le uniche legalmente coltivabili in Italia. Queste varietà hanno una durata di fioritura di almeno 10/12 settimane, la carmagnola che facciamo noi ad esempio impiega 12/14 settimane; la finola invece ne impiega solo 8/10. Ricordate che queste varietà non sono femminilizzate, quindi dovete far germinare e portare in fioritura almeno 3/4 piante per essere sicuri di avere almeno una femmina, ed eliminare le altre.

Non intendiamo incentivare azioni illegali, di conseguenza non possiamo dare consigli differenti. Se cercherete online o nei growshop troverete soluzioni DA COLLEZIONE, femminilizzate ed auto fiorenti, ad alto o basso contenuto di THC, fino anche a valori simili a quelle legali (queste ultime, molto spesso, sono quelle messe in vendita dalla maggior parte dei rivenditori di canapa light, SPACCIATE PER VARIETÀ ISCRITTE AL CATALOGO) che però NON SONO CERTIFICATE ed è ILLEGALE coltivarle in Italia.

TENETE BENE A MENTE I RISCHI IN CUI POTRESTE INCORRERE SE DECIDESTE DI UTILIZZARE SEMI NON CONSENTITI DALLA LEGGE. NOI VI ABBIAMO AVVERTITI.

FASE 4 : RACCOLTA, ESSICCAZIONE E CONCIA

Abbiamo lavorato duro per arrivare finalmente a questa fase, ma non è ancora il momento di rilassarsi.

Inizia infatti la più importante e delicata delle fasi ed è qui che viene ripagata o gettata al vento tutta la fatica fatta fino ad ora.

Se fatta in modo inadeguato e frettoloso, nel minore dei mali rischiereste di ottenere un raccolto amaro e poco gradevole; ma nel peggiore dei casi potreste incorrere, nuovamente, nella perdita parziale o totale del raccolto a causa della muffa.

Per prima cosa possiamo, per facilitare e migliorare questo processo, evitare di dare alle nostre piante acqua gli ultimi 3/4 giorni prima del taglio e nelle ultime 48h possiamo lasciare spente le luci: in questo modo eviteremo che abbiano troppa acqua residua e faciliteremo i processi chimici della pianta (il nostro scopo è quello di far perdere alla pianta tutti residui di fertilizzante, clorofilla e zuccheri durante l'intero processo).

Volendo, qualche giorno prima di interrompere l'irrigazione, possiamo eliminare tutte le foglie più grandi per facilitare la pulizia successiva e far prendere più luce alle cime.

Perfetto siamo pronti a raccogliere!

Il nostro scopo è quello di pulire la cima da tutte le foglioline attorno alle infiorescenze e farle essiccare il più lentamente possibile, in modo da eliminare ogni residuo indesiderato che potrebbe rovinarne l'aroma.

Ci sono due strade che si possono percorrere: possiamo tagliare la pianta e appenderla intera, per poi fare la pulizia a secco, oppure pulire completamente tutte le cime dalle foglioline in eccesso, dividerle dai rami e metterle ad essiccare sopra una rete o una griglia.

Entrambi i metodi vanno bene, ma come hanno i loro pro hanno anche dei loro contro: pulire i fiori umidi è sicuramente più facile e si rischia di perdere meno resina durante il processo, di contro l'essiccatura sarà più rapida e saranno eliminati meno residui; appendendo la pianta intera, invece, questa richiederà più tempo per seccarsi, i residui saranno minori e l'aroma migliore, di contro pulire le cime secche dalle foglie risulterà più difficile e la perdita di resina sarà maggiore.

Noi personalmente usiamo un metodo che risulta essere una via di mezzo tra i due sopradescritti: tagliamo tutte le foglie grandi e senza resina, dividiamo i singoli rami (ma non le cime) e li mettiamo a seccare; successivamente puliamo bene le cime e le dividiamo dai rami, a secco. In questo modo riusciamo ad ottenere un'essiccatura sufficientemente lenta e senza dover faticare né maneggiare troppo i fiori dopo.

La temperatura ideale per questo processo è compresa tra i 18° e 21°, con un'umidità relativa compresa tra il 40 e il 50%; evitiamo assolutamente umidità superiori al 60% per non incorrere in muffe. Può essere fatto in un armadio, una stanza o nel box di coltivazione (l'importante è che ci sia ricircolo d'aria, buio e un ventilatore che non punti direttamente sui fiori). Il tempo richiesto varia tra 1 e 3 settimane in base al metodo,tenete comunque a mente che le cime devono potersi spezzare in modo netto senza che il rametto si pieghi prima.

Ottimo, la prima parte è fatta, ora i nostri fiori dovranno essere conciati per un minimo di 3 settimane fino anche a 6 mesi (più si aspetta più migliorano). Per farlo ci serviranno dei contenitori in vetro ermetici. Riempiamo i contenitori con le nostre infiorescenze per 3/4 e una o due volte al giorno apriamo i vasi per 15 minuti, dopo 3 settimane li apriremo solo 2 o 3 volte alla settimana e continueremo finché il risultato non  vi soddisferà. Ora non vi resta altro che godervi la vostra cannabis!

NON POSSO ASPETTARE UN MESE...  NON ESISTE UN METODO PIÙ RAPIDO?

Se non avete la possibilità di aspettare il tempo necessario per il corretto trattamento dei vostri fiori non temete... Esistono alternative più rapide, tenete però a mente che la qualità finale ne risentirà.

Bene, se siete disposti a questo compromesso vi illustreremo 3 metodi collaudati e provati per velocizzare le cose.

1) CONCIA AD ACQUA

-Necessario:

acqua distillata USO ALIMENTARE O FARMACEUTICO (mai quella del ferro da stiro), se avete l'impianto ad osmosi inversa va benissimo;  vasi di vetro (uguali a quelli della concia standard).

-Procedimento:

pulire completamente le cime e dividerle dai rami, posizionarle nel vasetto fino a riempirlo e poi riempite il contenitore d'acqua fino all'orlo e sigillatelo. Cambiare l'acqua tutti i giorni per 5/8 giorni, trascorsi i quali si possono scolare ed essiccare le cime come descritto sopra. In 3 o 4 giorni e dovrebbero essere pronte.

-Pro e contro:

tra i metodi rapidi è sicuramente il migliore, non rovina i cannabinoidi (che non sono idrosolubili) e velocizza i processi di trasformazione della pianta, ripulisce le infiorescenze da clorofilla, zuccheri, fertilizzanti e pesticidi, conferendo ai nostri fiori un gusto molto leggero e delicato.

Di contro la maggior parte dei composti idrosolubili della cannabis (compresi profumi e aromi) andranno persi.

Un compromesso accettabile, considerando che alcuni dei metodi a seguire non rovineranno solo i terpeni ma anche il sapore.

2) ESSICCAZIONE VELOCE SENZA FONTI DI CALORE O MODERATE

Questo é l'unico altro modo per non danneggiare i nostri cannabinoidi, inoltre non dovrebbero essere danneggiati nemmeno i terpeni. Purtroppo il sapore ne risente parecchio: clorofilla, zuccheri e tutto il resto non hanno il tempo per metabolizzarsi ed evaporare.

SENZA FONTI DI CALORE

Come prima prepariamo pulite e divise le nostre infiorescenze, ora le strade sono due:

1)Avete comperato il deumidificatore da almeno 10l/g?

Ottimo, mettete la vostra "erba" fresca all'interno di un armadio o della stessa grow room (pulitela bene prima) con al suo interno il deumidificatore e nel giro di due o tre giorni massimo dovrebbe essere pronta.

2) Non abbiamo il deumidificatore?

Potrebbero volerci anche un paio di giorni in più, ma possiamo metterle su una rete o griglia e puntare il ventilatore direttamente verso le nostre cime.

CON FONTI DI CALORE

È il metodo peggiore e che rovinerà maggiormente la qualità della vostra cannabis. Ma a mali estremi, estremi rimedi...

Come sempre puliamo bene prima le cime, mettiamole dentro un pezzo di carta da forno piegato in due (per proteggerle dal calore diretto) e scegliamo tra le due possibilità:

  • 1)Forno ventilato a 40°.

Può volerci anche un giorno o due. I cannabinoidi non saranno particolarmente modificati ma non si può dire lo stesso dei terpeni: il sapore sarà amaro, pesante ed erbaceo.

2) Forno a microonde con l'ausilio del forno ventilato.

Questo metodo lo abbiamo messo appunto e perfezionato anni fa direttamente noi stessi, per esigenza personale :)  Vi permetterà di avere i vostri fiori pronti all'uso in meno di mezz'ora e tutto sommato persino meno sgradevoli che le cime seccate in forno (non saprei il motivo, dovrebbe essere il contrario). I cannabinoidi risulteranno leggermente ridotti ma i terpeni sicuramente saranno persi tutti o quasi.

Accendete il forno a 40° e mettete le cime nel microonde per 2 minuti a 300W e subito dopo inseriamole nel forno per 5 minuti. Ripetiamo, se necessario calando il tempo nel microonde e, se non è più troppo umida, impostiamo la potenza a 180W. Lasciate raffreddare un paio di muniti tra un passaggio e l'altro così da verificare quando è il caso di interrompere la procedura.

Verrà letteralmente persa molta acqua nel microonde, ricordate di asciugare il piatto girevole prima di reinserire le cime.

CONCLUSIONE

Siamo giunti al termine di questo mini manuale di coltivazione indoor. Ovviamente il tempo e l'esperienza vi permetteranno pian piano di avere i vostri accorgimenti, crearvi il vostro metodo e ovviamente migliorare la resa del vostro impianto. Questa guida serve solo per riuscire a raccogliere lo stesso un raccolto decente mentre si muovono i primi passi!

Per qualsiasi dubbio o domanda NON ESITATE A CONTATTARCI!