Mc Canapa e le Ombre del Monopolio

 

Con questo articolo proveremo a fare il punto della situazione su questo nuovo mercato. Nuovo, sì... Ma già contornato di ombre e risvolti tutt'altro che positivi, soprattutto per chi come noi attende e desidera la completa legalizzazione di questa straordinaria pianta.

In soli due anni questo business si sta già preparando ad essere assorbito da multinazionali e monopoli, con ombre non molto distanti da quelle del mercato illegale. Dove salute e qualità hanno poco peso: l'importante è vedere e il fine giustifica i mezzi.

A preparare il terreno al monopolio ci sono già banche e grossisti, si prospetta un futuro che nulla avrà da invidiare a quello del tabacco: pessima qualità e controllo, con prezzi irragionevoli e, soprattutto, nessuna reale possibilità di scelta.

Noi non ci stiamo!

Riteniamo che la legalizzazione della cannabis debba comunque rispettare la libertà del consumatore e le regole del libero mercato: i prezzi devono essere giustificati dalla tipologia di produzione e qualità. Comprereste, voi, del vino in brick al prezzo del Brunello di Montalcino? Oppure dei pomodori OGM al prezzo di quelli BIO?

Bene, noi siamo convinti che il consumatore debba sapere cosa sta comprando, valutare e scegliere LUI il rapporto qualità/prezzo, non comperare sempre la stessa cosa con nomi e aromi differenti, a prezzi ingiustificati. Stiamo parlando di canapa, la cui produzione in serra (dove puoi contare sulla luce solare) supera quella di qualunque alta pianta officinale e aromatica.

Ma allora perché questi prezzi, quando non è nemmeno garantito lo stesso grado alimentare di tali prodotti?

Purtroppo è quello che succede con il tabacco e ora inizia a farsi strada con la canapa light; nel tabacco si nascondono dietro la dicitura "il fumo uccide", nella canapa dietro "uso tecnico e da collezione".

 

Intanto i "grossi" della canapa hanno già tirato a se la maggior parte dei coltivatori (dopotutto, in solo due anni come hanno fatto ad essere pronti così tanti contadini, con una pianta non selezionata per produrre infiorescenze di qualità?). Oramai riforniscono la maggior parte dei rivenditori (il resto dei prodotti è estero, dove il trattamento è spesso simile)... Rivenditori che, purtroppo, il più delle volte sono ignari dei trattamenti che l'infiorescenza ha subito prima di arrivare nelle loro mani.

Vi racconteremo cosa succede dietro le quinte del commercio legale di infiorescenze a basso contenuto di THC.

Lo faremo raccontando la nostra storia. Credeteci, ci è capitato davvero di tutto... Siete pronti?

Qualche anno fa inizia a girare la voce di una legge europea che "sdoganasse" la canapa industriale e che la svizzera progettasse di venderne le infiorescenze legalmente (in passato aveva già tentato una pseudo legalizzazione).

A me viene l'idea di provare a vedere cosa si potesse ottenere da della semplice canapa. Oltretutto ingolosito dal fatto che, se fossero girati per tutte le strade "spinelli" legali, la confusione avrebbe prima o poi obbligato a regolamentare anche la cannabis ad alto tenore di THC.

Ne discutiamo, quindi, tutti e tre assieme e decidiamo di provare.

Ero da poco andato a convivere in appartamento con la mia fidanzata (una dei soci). Allestiamo così la "cameretta" da mini coltivazione indoor (ahimè... per ora niente bebè) e per 4 anni abbiamo provato e riprovato, fino ad ottenere risultati soddisfacenti.

La canapa sensimilla, coltivata indoor, tendeva spesso a superare l'1% di THC e difficilmente il 4% di CBD... Trovare la chiave non è stato semplice e questa è l'unica cosa che ci teniamo per noi.

Alla fine del 2016 viene varata finalmente la legge che decreta le varietà di canapa che d'ora in avanti saranno nella lista comune delle piante, definendo lo 0,6% di THC come limite di legge, mentre la Svizzera legalizza la cannabis light con livello di THC fino all'1%, purtroppo con monopolio. Noi non siamo ancora pronti.

Ai primi del 2017, sotto ispirazione Svizzera, nascono le prime infiorescenze italiane, come è normale (non essendoci stato il tempo per prepararsi) di pessima qualità: "canapaccia da campo piena di semi", buona però l'idea e la prontezza di riflessi, anche loro hanno visto quello che abbiamo visto noi. Ma soprattutto ammiriamo l'onestà. Perché quello era l'unico prodotto italiano disponibile al momento.

Noi, dal canto nostro, non eravamo preoccupati e i risultati iniziavano ad esserci.

Inizia, però, l'anno del caos. A molti viene l'idea di importare dalla Svizzera le infiorescenze risultanti entro il limite dello 0,6% di THC; le varietà non erano quelle iscritte al catalogo, ma di fatto è regolare importarle.

“Un bel problema!” abbiamo pensato, le nostre cime erano simili, più curate ed estetiche sì, ma sicuramente era un prodotto molto differente dalla prima canapa con i semi.

Solo un paio di cose non mi tornavano. Non ho la superbia di definirmi un autorità nel settore, ma sicuramente mi ritengo ben informato e documentato sulla cannabis e, quindi, un po' di esperienza credo di averla. Quindi mi chiedevo come diavolo potessero avere un odore così intenso di frutta! Ma sopratutto, come potevano avere il 25% o più di CBD con meno dello 0,6% di THC (addirittura alcune meno dello 0,3)! È scientificamente impossibile. Nemmeno le banche dei semi spagnole e olandesi riescono a raggiungere una proporzione tale. Per ora siamo al massimo ad un rapporto di 30 ad 1 tra CBD e THC (a essere ottimisti), ed è già questo un risultato incredibile, per così pochi anni di ricerche.

Va bene, si è parlato di terpeni sintetici e questo giustifica l'aroma artificiale... Ma il CBD?

LA RISPOSTA NON TARDERÀ AD ARRIVARE...

Già perché, nel frattempo, noi eravamo finalmente pronti, dal nostro punto di vista avevamo un prodotto più onesto e nel complesso di qualità superiore, con un aroma naturale ma comunque altrettanto gradevole, forse le cime erano un po' meno compatte stile "indica", ma comunque molto curate e attraenti.

Nel frattempo sono nati pochi ma onesti coltivatori diretti outdoor, con dei prodotti con un più equo rapporto qualità/prezzo, che ci sentiamo di lodare.

A giugno 2018 apriamo la società Florovivaistica Evergreen Srls. Abbiamo restaurato due locali per la coltivazione e per la lavorazione e da qui sono cominciati i problemi!

Ora ci ridiamo su paragonandoci a Fantozzi... Ma cavolo che schifo. Ed ora scoprirete perché.

Abbiamo tutti e tre un'occupazione a tempo indeterminato, che decidiamo di mantenere. Chiediamo un prestito, sembrano fiduciosi.

Passano tre mesi tra telefonate e appuntamenti, per sentirsi infine dire che tre stipendi a garanzia di un prestito di poche decine di migliaia di euro erano pochi. Nel frattempo uno dei soci perde il lavoro.

Scopriamo, tramite altre banche, che gli istituti di credito non concedono prestiti a progetti concernenti la canapa (ottimo, eravamo convinti che la legge promuovesse l'esatto opposto, teoricamente ci sarebbero anche degli incentivi volti a promuovere la filiera italiana della cannabis) e che addirittura se un'azienda viene registrata con il codice attività della canapa, come giusto e legalmente corretto che sia, non ti fanno nemmeno aprire il conto corrente (che schifo, sottolinerei).

Per fortuna noi siamo produttori di spezie, piante officinali e aromatiche e in questa banca ci concedono di aprire il conto e di avere poche decine di migliaia di euro in prestito (la metà di quello che abbiamo chiesto, ad essere precisi), ma a titolo personale (con altri due mesi d'attesa in omaggio...).

Nel frattempo coltiviamo con la modestissima attrezzatura di prova (che ora ringraziamo il cielo di aver avuto), il cui prodotto è tutt'ora in vendita sul nostro sito, e finalmente a novembre 2018 (siamo a quota cinque mesi di attesa) possiamo ordinare l'attrezzatura di cui necessitiamo e procedere con l'impianto elettrico.

Contattiamo il gestore dell'energia elettrica per l'aumento di potenza del contatore e, dopo un paio di telefonate, ci garantiscono che nel giro di massimo tre settimane ci avrebbero fornito la potenza richiesta. Quindi iniziamo a coltivare.

Arriva il freddo, le tre settimane famose passano e noi non abbiamo ancora la potenza per reggere il riscaldamento. Le piante patiscono, la crescita si ferma... A febbraio 2019 finalmente l'aumento dei KW (più di due mesi di tempo... Ragazzi, siamo a quota OTTO mesi di attesa, non vi dico la nostra pazienza dov'era...), il raccolto è salvo! La quantità si è ridotta drasticamente ma per fortuna non la qualità, tant'è che abbiamo persino potuto ammirare lievi sfumature rosa in una carmagnola CS!

MA ORA VIENE IL BELLO.

Abbiamo aperto un negozio online e i vari social del caso. Da qui iniziano i contatti... Non per comprare... Ovvio, per vendere!

Cannabis light all'ingrosso "di alta qualità", THC nella norma, CBD altissimo, cime grosse, compatte, ai gusti che vuoi tu (proprio come dal gelataio)...alla modica cifra di... SOLO 0,25 cent fino al massimo di 1 euro al grammo, "INDOOR"! Il tutto in pratici bustoni di plastica trasparente (tutt'altro che per uso alimentare...) da 1kg, per meglio degradare le cime! Ovviamente, da vendere al prezzo che più preferisci! 5 o 10 o addirittura 15 euro al grammo, tanto è tutto a scapito del consumatore e tutto a favore del rivenditore!

No grazie, molto gentili ma preferiamo di gran lunga declinare l'offerta.

SECONDO AFFARE DEL SECOLO ed è anche quello che ha spiegato tante cose.

Servizi di trattamento delle infiorescenze di canapa.

Chi più ne ha più ne metta... ABBIAMO DI TUTTO SIGNORE E SIGNORI!

-ABBATTIMENTO DEL THC senza utilizzo di solventi, però! (Beh, logico direi. Mica puoi coltivare la canapa industriale, produce poco. E poi non vorrai certo perdere il raccolto se poi il THC è alto. Ecco spiegate le cime così...così...indiche...);

-AUMENTO DEL CBD ma con cristalli di CBD naturali, mica sintetici! (Ora si spiegano i valori fantascientifici. Mulder e Skully potranno dormire sonni tranquilli stanotte);

-SERVIZIO DI GELATERIA PER CORRISPONDENZA puoi scegliere gli aromi delle tue infiorescenze, direttamente estratti dalle varietà psicoattive famose e senza aggiungere THC. Suvvia, sono terpeni naturali, non fanno male. Li usano tutti. Le tue, poi, non sanno più di niente! (È BÈ CI CREDO, DOPO IL SERVIZIO DI ABBATTIMENTO THC, INSERIMENTO CBD DI COSA POSSONO SAPERE?! Povera pianta, le hanno rubato tutta la dignità).

Ora mi chiedo... È questo che volete? Davvero... È questo che vorreste voi dalla legalizzazione?

Tre multinazionali che controllano tutti i coltivatori, i quali coltivano tutti la stessa pianta che verrà raccolta, pulita a macchina, essiccata e portata poi in una serie di stabilimenti che ne regoleranno THC e CBD (tutti gli altri 200 cannabinoidi pazienza... tanto non sappiamo bene a che servono), verrà aromatizzata al gusto delle vostre varietà preferite (dai, un po’ ci assomiglierà... Magari il gusto sarà un pochino troppo... Esuberante... Come dire...FINTO).

Voi, quindi, andrete dal canapaio o dal tabacchino, vi daranno la vostra marca/varietà/scherzo della natura preferita, pagherete 10/15 euro al grammo e siate sempre grati che almeno questo ve lo hanno concesso!

No, non è giusto, e non è per niente questa la nostra idea di legalizzazione!

 Si parla di una pianta officinale dai mille usi industriali e medici; dal punto di vista ricreativo, ricercata e non meno salutare o nociva del vino! Ed è al massimo con lo stesso tenore legale del vino che dovrebbe essere regolamentata: devi poter avere il diritto di decidere se vuoi dell'erba di stato all'ingrosso trattata (e spendere massimo 1 euro al grammo, ovvero mille euro al kg... Quale vegetale, con tale resa, ha un costo del genere?) OPPURE, se preferisci, spenderne massimo 3 o 4 per dell'erba da serra biologica non trattata e lavorata a mano... O addirittura spenderne 10 o perfino 30 di euro per grammo, per delle cime coltivate indoor di elevatissima qualità e purezza. E ancora, perché no, è giusto che tu possa PREFERIRE DI AUTOCOLTIVARTELE, proprio come si fa per il vino fatto in casa!

 

È nostro diritto scegliere ed il mercato deve essere libero, ci sarà comunque spazio per tutti.

Questa è la legalizzazione che sogniamo e la realtà che già stiamo cercando di creare, a partire dalla versione light di questa meravigliosa pianta. Speriamo che tanti altri decidano di farlo.

LA DECISIONE SPETTA A VOI, PER LA CANNABIS E PER L'AGRICOLTURA IN GENERALE.

CHIEDETE SEMPRE INFORMAZIONE E TRASPAERENZA.

SIATE SEMPRE CONSAPEVOLI DI QUELLO CHE VOLETE ACQUISTARE PERCHÈ È QUELLO CHE ALLA FINE CONSUMATE.

Un Saluto,

Il Team di LOST WEED