SFOGO PER IL "MANIFESTO PER LA LEGALIZZAZIONE": TUTTO QUI?!?

 

Buonasera a tutti voi cari lettori.

Siamo qui a scrivere a nome nostro e di tanti che sono stanchi di vedersi prendere in giro da governi e giudici corrotti, ma soprattutto stanchi di vedere chi sostiene di rappresentare l'antiproibizionismo, mettersi a fare proposte scritte non molto diverse dalle leggi confuse che riempiono i nostri codici civili e penali... Ma soprattutto che vanno controcorrente e si discostano dalle argomentazioni antiproibizioniste di sempre.

Ci presentiamo, siamo lo staff di Evergreen srls e del progetto Lost Weed. Siamo coltivatori diretti a km zero di infiorescenze di canapa sativa L, oltre che di spezie, piante officinali e aromatiche. Ogni passaggio, dalla semina alla vendita, è svolto esclusivamente da noi.

Tutti e tre noi soci abbiamo un lavoro da dipendenti oltre a questa attività. Il nostro scopo infatti non è solo vendere. Il nostro progetto è nato come forma di protesta e indignazione per lo SCHIFO TOTALE che è stato fatto da quasi tutti in questo nuovo settore fino ad oggi e dimostrare che se ci fosse stata la volontà si sarebbero potute fare le cose per bene.

Siamo convinti che LA VERA VERA LEGALIZZAZIONE è ben lontana dal realizzarsi, visto quello che stanno facendo "in nome della legalizzazione" alla pianta per cui lottiamo da 60 anni (anche se nella sua versione light). La legalizzazione è stata usata solo come pretesto e più del 90% dei venditori e coltivatori hanno lavorato con una metodologia che nulla ha da invidiare allo schifo che fanno con il tabacco. Altro che biologico obbligatorio e autoregolamentazione...  Se possiamo permetterci, qui il problema di fondo è ben più grave e voi lo avete del tutto ignorato!

Stiamo parlando di una massa esagerata di infiorescenze SUPER TRATTATE (anche chimicamente) che copre quasi l'intero settore. Il più lontano possibile da quello che è un prodotto naturale.

Basta guardare i valori dei cannabinoidi, per renderci conto che persino le grandi federazioni della canapa trattano pesantemente le loro cime. Al calcolo che avete segnalato a noi coltivatori e venditori per il THC, aggiungerei il calcolo del rapporto tra THC/CBD (basta dividere CBD totale per THC totale) così da sapere se la vostra infiorescenza è vera oppure no! Provate a farlo e ditemi quanti prodotti restano nella soglia di rapporto 30 esageriamo, 35 a 1. Questo è scientificamente il rapporto MASSIMO raggiungibile persino con varietà non certificate. È una pianta, non una fabbrica chimica.

Noi l'abbiamo fatto e ci risulta che oltre il 90% dei marchi e prodotti in commercio supera largamente il rapporto di 40 a uno... Alcune superano il 100 a 1. Perché questo punto non è stato nemmeno sfiorato della vostra autoregolamentazione e proposta? Forse è perché molti di quelli che agiscono così compaiono tra i vostri sottoscritti? E soprattutto... Perché insistere con questo maledetto uso tecnico? Ma chi vogliamo prendere in giro? La legge 242 identifica tra i vari settori di produzione anche l’alimentare e senza una legge che indichi il contrario, possono essere coltivate per questo utilizzo. Noi per esempio abbiamo fatto tutti i corsi e gli adeguamenti previsti per la produzione alimentare e di conseguenza vendiamo le nostre infiorescenze ad uso umano, esattamente come le altre spezie, ovviamente avvertendo che si può risultare positivi ai test tossicologici assumendola. Non vedo perché ci dovremmo nascondere dietro queste buffonate!

La legge italiana è fondata sul principio “ciò che non è esplicitamente vietato è permesso”!

Tutti vogliono la legalizzazione e i diritti ma nessuno è disposto a rischiare per averli. Oppure il motivo è perché conviene di più così, visto quello che viene fatto a queste povere cime?

Vi rendete conto che in questo modo oltre a truffare l'ignaro acquirente (sì truffare, visto che non segnalano i trattamenti da nessuna parte) rovinano anche gli affari di chi lavora onestamente, considerando che tali valori, con piante certificate o meno, non potrà mai raggiungerli.

E non una parola da parte vostra su questo? Saremo in pochi, ma chi le lascia così come madre natura le ha fatte ce ne sono... Al di là di varietà certificate o meno qui la cosa è ben più grave. Si parla di trattamenti che vengono taciuti di proposito, quasi non esistessero.

Non prendiamoci in giro, altro che proporre l'obbligo della coltivazione biologica (che poi scusate, è una cavolata lo stesso, specialmente dal punto di vista farmaceutico e dopo vi spiego perché). Iniziamo a proporre di lavorare in modo etico ma soprattutto TRASPARENTE. Veramente volete chiedere la legalizzazione così? Con le banane agli occhi per non vedere lo schifo pre-legalizzazione... Che ovviamente è destinato a peggiorare con la legalizzazione (giustamente nella vostra proposta questo punto e la questione trasparenza mancano)...è davvero questa la legalizzazione che vogliamo? La fiera chimica dei cannabinoidi vi sta davvero bene? Tanto basta che sballi?!

E poi ditemi, cos’è sta fissa del biologico? Non fraintendeteci... Noi coltiviamo solo biologico e siamo per il biologico ma la vostra famosa libertà di scelta di cui parlavate nell'introduzione citando la nostra costituzione dov’è finita? Nel vostro supermercato vendono solo pomodori bio?

Quindi vietereste l'idroponica minerale ad esempio Lo sapete vero che il Bedrocan, anche per una questione igienica, è fatto proprio con questo metodo? E che difficilmente una casa farmaceutica vi appalterà una coltivazione se non fatta indoor con metodi idroponici.

Sinceramente, vorremo che per una volta qualcuno si ricordasse quale è il punto della questione. Diamine, uno può farla idroponica, biologica, chimica, trattata o anche artificiale... Basta che lo DICHIARI BELLO IN GRANDE! ALTRIMENTI SIGNORI...È TRUFFA! (Ricordo che la falsa testimonianza è reato, quindi i diretti interessati é meglio non neghino... Il silenzio è un diritto da prendere in considerazione in questi casi).

Ma soprattutto ricordiamoci qual è stata la nostra argomentazione di sempre nella lotta per la CANNABIS: è una pianta come tante, per millenni lo è stata, per sbaglio è stata discriminata e ora una pianta come le altre deve tornare!

Persino il tabacco è considerato prodotto agricolo e non è tassato al 22%, dato che a parte l'essicazione non vi sono trasformazioni, l'aliquota IVA corretta, per la cannabis in fiori essiccati, è quella delle spezie cioè al 10%, al massimo prodotti più elaborati come concentrati, prerollati ecc potremo ivarli al 22%.

Perché volete escluderlo dalle stupende, seppur contorte, norme sulla politica agroalimentare italiane che già tutelano la trasparenza, tracciabilità e sicurezza. È una delle più rigorose del mondo. Perché non metterla sotto lo stesso tenore legislativo dell'uva e del vino? Con tanto di denominazioni di origine ecc... È una legge già pronta che già funziona e che già permette e tutela l'autoproduzione e ne vieta la somministrazione ai minori.

Dobbiamo ricordarci che siamo in Italia e le leggi più nuove sono, più vengono fatte confuse ed equivocabili. Per il vino in sé come prodotto non è mai stato arrestato o indagato nessuno. Quello che proponete sono pronto a scommettere che inizierebbe nel caos tra vari blitz delle forze dell'ordine in tutte le abitazioni private e ditte "per controllare il rispetto della vostra norma" e chissà cosa altro... Immaginate lo scenario e i numeri di processi che ci attendono.

In una cosa come questa né il governo né noi dovremmo essere avidi, ma pensare solo alle porte che aprirebbe una vera liberalizzazione della cannabis. Le entrate ci saranno comunque per tutti, anche con la tassazione delle spezie e il tenore legale del vino, le entrate per lo Stato sarebbero comunque enormi, anzi forse di più. L'Italia è sempre stata simbolo di eccellenza per i prodotti agroalimentari, non vedo perché non dovremmo esserlo anche per la canapa, una volta liberi di coltivarla come uva e le cime di venderle come vino. Perché complicare la vita alle povere forze dell'ordine che già devono sguazzare nella confusione legislativa di sempre? Non volevamo ridurre le spese pubbliche ed eliminare la lotta alla cannabis? Allora perché mettere complicate regole su limiti, numeri e quant'altro? Se qualcuno venderà di nascosto (e capiterà anche con la vostra legge, al di là dei limiti) se verrà "pizzicato" allora semplicemente si prenderà la sua salatissima multa dalla finanza per evasione fiscale e se vende ai minorenni si aggiunge il reato di somministrazione o vendita di alcolico/cannabinoide a minore, con le relative conseguenze. Anzi, forse se finalmente li lasciamo liberi dal verificare le piantagioni di cannabis, avranno più tempo per verificare i locali di somministrazione di cannabinoidi ma soprattutto di alcolici, visto che discoteche e club somministrano regolarmente alcolici ai minori (e purtroppo non solo quelli), mentre le forze dell'ordine sono impegnate a cercare la canapa.

Non abbiamo sempre sostenuto, con la scienza della nostra parte, che i cannabinoidi fanno meno male dell'alcol? E allora cosa è questa trovata commerciale?

E in ultimo... Il 3% devoluto alle scuole? Perché? Perché non ad un progetto di reintroduzione culturale della cannabis, così da meglio accompagnare e far "digerire" la legalizzazione e ridurre al minimo le discriminazioni? O qualsiasi altro progetto da realizzare CONCRETAMENTE come categoria inerente la cannabis o il sociale, per lo meno... Ma perché l'istruzione? Pensate che parleranno della cannabis con il 3% delle donazioni a fondi pubblici o che qualcuno si intascherà quei soldi, prima che arrivino alle scuole o dove dovrebbero arrivare? Non facciamo i finti ingenui. Organizziamo, piuttosto, un programma da noi finanziato volontariamente con il 3% (10% IVA e 3% fondo volontario associazione) dei guadagni, con incontri gratuiti alle scuole per gli studenti, così da dare maggior informazione e consapevolezza sulla cannabis e su tutti gli altri stupefacenti, alcol compreso. Questo sì che ha senso!

Ci dispiace per lo sfogo e non dovreste prenderla in modo sbagliato, non è nostra intenzione offendere, né ci riteniamo migliori di nessuno. La nostra, più che una critica, vorremmo fosse vista come un promemoria. Quello che vi abbiamo scritto stasera non lo diciamo noi. Lo avete detto voi negli anni passati e lo dicono ancora in tanti, perché in tanti sono ancora i veri antiproibizionisti! E anche se noi abbiamo (e stiamo) investendo tanto denaro e sacrifici nel nostro progetto e nella nostra attività, da veri ANTIPROIBIZIONISTI qui lo diciamo e mai lo rimangeremo: se dobbiamo fare le cose fatte con i piedi ed essere ancora una volta senza certezze, trasparenza e sicurezza legale, allora preferiamo che ci si fermi ai soli vostri punti che riguardano la coltivazione personale anche in forma associata e almeno chi la vuole se la fa e senza sorprese. Solo ricordiamoci comunque di sistemare il codice della strada e i metodi di rilevazione adottati. Il punto del manifesto su una questione delicata come questa è troppo vago e sintetico, le patenti finisce che ce le fanno saltare a tutti. Andrebbe trattato come l'alcol e qualsiasi sostanza legale in grado di alterare lo stato psicofisico di un individuo. Qui la legge è chiara e la Corte Costituzionale lo ha confermato spesso: è giustamente vietato guidare in stato psicofisico alterato (o potenzialmente alterato). Come per l'alcol, quindi, occorrono prima di tutto dei test capaci di rilevare l'uso a breve termine (tipo 4 ore); il test psicofisico può andar bene in caso di dubbio, ma non può essere la prassi dover andare ogni volta in ospedale a fare il test psicofisico, si perché quello lo può fare solo un medico, non le forze dell'ordine. E ci mancherebbe, ad ognuno il suo mestiere.

Siamo stanchi di vedere tanto fumo... Diamine, per una volta non si può essere un po' più audaci, pretenziosi ma soprattutto coerenti,  magari ricordandoci che quelli li in alto che fanno le leggi sono nostri dipendenti e noi li paghiamo per fare le nostre veci? Iniziamo a chiedere, anzi pretendere in modo serio e deciso che inizino davvero a farle e ad ascoltare quello che chiedono i cittadini. Altrimenti perché li paghiamo?

Ricordate che i pochi passi che sono stati fatti fino ad oggi, come l'annullamento della "Fini-Giovanardi" sono stati fatti da chi ha rischiato e pagato di persona a suon di processi, di sicuro non da noi e nemmeno dalle “No Profit” per la legalizzazione. Non si ottiene nulla con le mezze misure, è ora di chiedere quello che davvero vogliamo dalla legalizzazione, seriamente, coinvolgendo non solo le aziende e le no profit, ma anche la politica, e soprattutto i cittadini! Voi che vi definite i promotori della legalizzazione, dimostrateci che è davvero quello che volete, una legalizzazione senza più ombre, dubbi e paure, una legalizzazione che passerebbe quasi inosservata ai non consumatori. Dopotutto è solo una pianta industriale, medicinale, ricreativa e alimentare che potrebbe rivoluzionare non solo l'economia ma anche il nostro stile di vita.

NOI CI CREDIAMO. CI AUGURIAMO DI CUORE CHE TORNIATE PRESTO A CREDERCI ANCHE VOI!

Un saluto e un abbraccio a tutti dal team di Lost Weed!

Cri Lost Weed